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Rating ESG, dalla misurazione alla creazione di valore

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Agosto 25, 2026

Dal 2 luglio 2026 si applica il Regolamento ESG rating, il testo europeo dedicato alla trasparenza e all’integrità delle attività di rating ESG. Il Regolamento (UE) 2024/3005, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 12 dicembre 2024, attribuisce all’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) compiti diretti di autorizzazione, registrazione, riconoscimento e vigilanza sui fornitori di rating ESG che rientrano nel suo ambito di applicazione. Per i fornitori già operativi sono previsti regimi transitori, durante i quali possono continuare a svolgere l’attività alle condizioni stabilite dal Regolamento.

Per le piccole e medie imprese italiane il Regolamento ESG rating non introduce un obbligo generale di ottenere un rating ESG. Può tuttavia produrre effetti indiretti quando banche, investitori, committenti o altri operatori utilizzano rating e informazioni ESG nei propri processi decisionali. Il rating può contribuire alla valutazione del merito creditizio, all’accesso a strumenti finanziari collegati a obiettivi ESG e alla permanenza nelle filiere che applicano processi di due diligence sui fornitori.

Il limite della frammentazione metodologica dei rating ESG

Prima dell’applicazione del Regolamento, il mercato dei rating ESG si era sviluppato senza un quadro europeo specifico e unitario, con metodologie, perimetri, fonti informative e criteri di ponderazione differenti. Questa frammentazione ha generato scarsa comparabilità dei punteggi, limitata comprensione dei dati impiegati e difficoltà nel dialogare con investitori e istituti di credito su basi omogenee.

Il Regolamento richiede ai provider di rendere trasparenti metodologie, modelli, fonti informative, utilizzo di stime, limiti dei dati disponibili e modalità di aggiornamento. Non si tratta di uniformare tutti i rating o di rendere negoziabile il giudizio, ma di aumentare la leggibilità e la verificabilità del processo.

La disciplina europea privilegia inoltre valutazioni separate per le componenti ambientale, sociale e di governance. Un punteggio aggregato rimane possibile, ma il provider deve indicare il peso attribuito a E, S e G e spiegare il metodo di ponderazione. Questa maggiore granularità può aiutare gli utenti a comprendere quali componenti incidano maggiormente sul risultato complessivo.

Infografica: Regolamento ESG rating: trasparenza e obblighi ESMA

Cos’è un rating ESG e cosa misura

Un rating ESG è un’opinione, un punteggio o una combinazione di entrambi, riguardante il profilo o le caratteristiche di un’entità, di uno strumento finanziario o di un prodotto finanziario in relazione a fattori ambientali, sociali, relativi ai diritti umani o di governance, oppure in relazione all’esposizione a rischi o agli impatti su tali fattori. Il rating è elaborato attraverso una metodologia definita e un sistema di classificazione prestabilito. Non costituisce una certificazione dell’impresa, una valutazione della qualità dei suoi prodotti o un rating di credito.

Il rating può considerare sia l’esposizione dell’organizzazione ai rischi ESG, sia gli impatti prodotti sull’ambiente e sulla società, applicando una o entrambe le prospettive della doppia materialità. Il Regolamento ESG rating distingue inoltre tra ESG opinion ed ESG score. L’ESG opinion è una valutazione basata su una metodologia definita e su un sistema di classificazione che comporta il coinvolgimento diretto di un analista. L’ESG score è invece ottenuto a partire dai dati attraverso una metodologia definita e un sistema o modello statistico o algoritmico prestabilito, senza un ulteriore apporto analitico sostanziale da parte di un analista.

Due provider possono esprimere valutazioni differenti sulla stessa impresa senza che uno dei risultati sia necessariamente errato. Il giudizio dipende dall’obiettivo del rating, dai KPI selezionati, dalle fonti disponibili, dal settore e dal peso attribuito alle singole dimensioni.

I fornitori italiani di rating ESG notificati a ESMA

Il Regolamento prevede che i fornitori operanti nell’Unione siano autorizzati, riconosciuti o registrati presso ESMA. I piccoli fornitori che soddisfano le condizioni previste dall’articolo 5 possono accedere a un regime temporaneo di registrazione. Per i fornitori stabiliti in Paesi terzi sono previste, a seconda dei casi, procedure basate sull’equivalenza, sull’avallo da parte di un fornitore dell’Unione o sul riconoscimento. Per i soggetti già operativi il Regolamento prevede un periodo transitorio, durante il quale la notifica all’ESMA consente di continuare temporaneamente l’attività in attesa della conclusione della procedura applicabile.

L’ESMA pubblica e aggiorna periodicamente l’elenco dei fornitori che hanno effettuato la notifica prevista dall’articolo 51. Poiché il documento ha natura transitoria ed è soggetto a frequenti aggiornamenti, il numero e l’identità dei soggetti devono essere verificati direttamente sulla pagina ufficiale dell’ESMA alla data della consultazione.

La presenza nell’elenco pubblicato da ESMA non equivale a un’autorizzazione definitiva né costituisce una classifica o una certificazione di qualità: attesta l’avvenuta notifica prevista dall’articolo 51. I fornitori con sede in Italia indicati nell’elenco aggiornato al 31 luglio 2026 sono:

  • Standard Ethics Europe S.r.l., notifica del 2 luglio 2026
  • Ecomate S.R.L., notifica del 2 luglio 2026
  • Cerved ESG Ratings s.r.l., notifica del 2 luglio 2026
  • FIDESG S.R.L. Società Benefit, notifica del 7 luglio 2026
  • Asacert S.p.a. SB, notifica del 9 luglio 2026
  • Crif Synesgy Ratings S.r.l., notifica del 20 luglio 2026
  • Outlook Rating ESG SRL SB, notifica del 21 luglio 2026
  • Modefinance ESG Srl, notifica del 23 luglio 2026
  • MicroFinanza Rating S.r.l., notifica del 23 luglio 2026
  • ESG CERT S.r.l., notifica del 24 luglio 2026
  • ET.Group Srl, notifica del 28 luglio 2026
  • Certicon S.r.l.s., notifica del 28 luglio 2026
  • Certicon Società a Responsabilità Limitata Semplificata, notifica del 28 luglio 2026
  • GIB Italia Service S.r.l., notifica del 28 luglio 2026
  • Finanza Dati Analisi S.r.l., notifica del 29 luglio 2026
  • NeXt Nuova Economia per Tutti APS ETS, notifica del 30 luglio 2026
  • MC Advisory CSR Srl Società Benefit, notifica del 31 luglio 2026
  • Nummus.Info S.p.A., notifica del 31 luglio 2026
  • ESG Portal SB S.r.l., notifica del 31 luglio 2026

Hanno effettuato la notifica anche numerosi fornitori stabiliti in altri Stati membri, tra cui Clarity AI Europe S.L. in Spagna, Sustainalytics B.V. nei Paesi Bassi, MSCI Solutions (Deutschland) GmbH ed ESG Book GmbH in Germania, Sustainable Fitch Ireland Limited in Irlanda, EthiFinance Sustainability SAS e SESAMm S.A.S. in Francia e score4more GmbH in Germania. L’elenco completo e aggiornato è consultabile nel registro pubblico che l’ESMA mantiene ai sensi dell’articolo 14 del Regolamento, disponibile alla pagina ufficiale dell’ESMA dedicata ai fornitori notificati ai sensi dell’articolo 51.

Le scadenze e i diritti dell’impresa valutata dal rating ESG

Gli operatori già attivi nell’Unione alla data di entrata in vigore del Regolamento dovevano notificare a ESMA, entro il 2 agosto 2026, l’intenzione di continuare l’attività e presentare domanda di autorizzazione o riconoscimento entro quattro mesi dal 2 luglio 2026. Per i piccoli fornitori che scelgono il regime temporaneo previsto dall’articolo 5, la notifica deve avvenire entro il 2 novembre 2026.

Il nuovo quadro rafforza anche la posizione dell’impresa valutata. Prima della prima emissione del rating, il provider deve informare l’organizzazione almeno due giorni lavorativi completi prima, consentendole di segnalare eventuali errori fattuali nei dati impiegati. Deve inoltre predisporre procedure pubbliche per i reclami relativi alle fonti, agli errori e all’applicazione della metodologia.

Non si tratta di negoziare il risultato, ma di garantire che la valutazione sia costruita su informazioni corrette, aggiornate e documentate. La disponibilità di informazioni aziendali accurate, aggiornate e documentate può facilitare l’interlocuzione con i provider e la verifica di eventuali errori fattuali. Il Regolamento ESG rating disciplina principalmente i fornitori di rating e non introduce, di per sé, un nuovo obbligo generale di raccolta dei dati ESG per tutte le PMI.

Il ruolo di IPLUS nella gestione del profilo ESG

In IPLUS affianchiamo le piccole e medie imprese nella costruzione di un profilo ESG solido, misurabile e coerente con gli standard di rendicontazione e con gli indicatori richiesti dagli istituti di credito. Il nostro approccio non si limita a preparare l’impresa alla valutazione di un provider, ma integra la dimensione ESG nella governance e nel piano industriale.

Attraverso l’analisi di materialità, la definizione di KPI verificabili e la strutturazione dei processi di raccolta dati, un requisito di mercato si trasforma in un fattore produttivo. Un profilo ESG governato in modo strategico rafforza il posizionamento, riduce i rischi reputazionali, legali e operativi e sostiene la creazione di valore nel medio-lungo periodo.

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Citazione chiave dell'articolo: Rating ESG: nuove regole europee per PMI e fornitori

Takeaways

  • Il Regolamento ESG rating si applica dal 2 luglio 2026 e affida a ESMA compiti di autorizzazione, registrazione, riconoscimento e vigilanza sui fornitori di rating ESG
  • Nessun obbligo generale per le PMI, che non devono ottenere un rating ESG, ma possono subire effetti indiretti quando banche, investitori o committenti utilizzano questi rating nelle proprie decisioni
  • Trasparenza metodologica richiesta ai provider su modelli, fonti informative, stime e limiti dei dati, per superare la frammentazione del mercato precedente
  • Distinzione tra ESG opinion ed ESG score, a seconda del coinvolgimento diretto di un analista o dell’uso di un sistema statistico o algoritmico prestabilito
  • Diritti dell’impresa valutata, che deve essere informata almeno due giorni lavorativi prima della prima emissione del rating e può segnalare errori fattuali attraverso procedure pubbliche di reclamo

Faqs

Cosa prevede il Regolamento ESG rating?

Il Regolamento (UE) 2024/3005, applicabile dal 2 luglio 2026, disciplina la trasparenza e l’integrità delle attività di rating ESG. Attribuisce a ESMA compiti di autorizzazione, registrazione, riconoscimento e vigilanza sui fornitori di rating ESG e richiede loro di rendere trasparenti metodologie, fonti informative e limiti dei dati utilizzati.

Le PMI italiane sono obbligate a ottenere un rating ESG?

No, il Regolamento non introduce un obbligo generale in tal senso. Può però produrre effetti indiretti quando banche, investitori, committenti o altri operatori utilizzano rating e informazioni ESG nei propri processi decisionali, per esempio nella valutazione del merito creditizio o nella due diligence sui fornitori.

Che differenza c’è tra ESG opinion ed ESG score?

L’ESG opinion è una valutazione basata su una metodologia definita che comporta il coinvolgimento diretto di un analista. L’ESG score è invece ottenuto a partire dai dati attraverso un sistema o modello statistico o algoritmico prestabilito, senza un ulteriore apporto analitico sostanziale da parte di un analista.

Come si verifica se un fornitore di rating ESG ha notificato ESMA?

L’ESMA pubblica e aggiorna periodicamente l’elenco dei fornitori che hanno effettuato la notifica prevista dall’articolo 51. Poiché il documento è transitorio e soggetto a frequenti aggiornamenti, il numero e l’identità dei soggetti vanno verificati direttamente sulla pagina ufficiale dell’ESMA alla data della consultazione. La presenza nell’elenco attesta la notifica, non un’autorizzazione definitiva né una certificazione di qualità.

Quali diritti ha l’impresa valutata da un provider di rating ESG?

Prima della prima emissione del rating, il provider deve informare l’organizzazione almeno due giorni lavorativi completi prima, consentendole di segnalare eventuali errori fattuali nei dati impiegati. Il provider deve inoltre predisporre procedure pubbliche per i reclami relativi alle fonti, agli errori e all’applicazione della metodologia.

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