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Carbon footprint: inventario ghg per PMI verificabile

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Agosto 4, 2026

Indice

Il tema delle emissioni di gas a effetto serra ha smesso da tempo di essere una questione riservata ai reparti ambientali delle grandi imprese. Banche, investitori, clienti industriali e filiere internazionali richiedono sempre più spesso alle aziende, comprese le PMI, dati strutturati sull’impatto climatico. Non bastano più dichiarazioni generiche: servono dati misurabili, confrontabili e verificabili nel tempo.

In questo scenario, la carbon footprint si è affermata come strumento di riferimento per quantificare le emissioni di gas serra generate dalle attività aziendali. Può essere applicata sia a livello di organizzazione, attraverso la costruzione di un inventario GHG, sia a livello di prodotto o servizio, mediante una Product Carbon Footprint basata sull’approccio di ciclo di vita. Questo dato supporta decisioni economiche e finanziarie concrete, dal dialogo con il sistema bancario alla permanenza nelle filiere di fornitura più esigenti.

Carbon footprint, il limite della misurazione non strutturata

Molte imprese italiane dispongono già di informazioni parziali sui propri consumi energetici, sugli acquisti di materie prime o sulla logistica distributiva. Tuttavia, questi dati restano spesso dispersi tra funzioni diverse, non vengono raccolti secondo un metodo riconosciuto e non confluiscono in un inventario coerente delle emissioni.

L’assenza di una misurazione strutturata comporta difficoltà nel rispondere alle richieste di clienti e banche, scarsa comparabilità dei risultati nel tempo e impossibilità di dimostrare, con dati verificabili, i progressi realizzati. Non si tratta di un problema di volontà, ma di metodo.

Carbon footprint, definizione e standard di riferimento

La carbon footprint è un indicatore che quantifica, in tonnellate di CO₂ equivalente, il complesso delle emissioni dirette e indirette associate a un’organizzazione o a un prodotto lungo il suo ciclo di vita. La distinzione tra le due dimensioni è tecnica e sostanziale.

La Corporate Carbon Footprint misura le emissioni a livello di organizzazione, secondo i principi definiti dalla norma ISO 14064-1:2018 e dal GHG Protocol, riferimento metodologico adottato a livello internazionale per la classificazione delle emissioni in Scope 1, 2 e 3.

La Product Carbon Footprint misura invece le emissioni associate a un singolo prodotto o servizio lungo l’intero ciclo di vita, secondo quanto previsto dalla norma ISO 14067:2018. Tale metodologia si pone anche in continuità con specifiche come la PAS 2050:2011.

A completare il quadro normativo, la norma ISO 14064-3:2019 disciplina i processi di verifica e validazione delle dichiarazioni GHG e ne rafforza l’affidabilità verso terzi.

Inventario GHG, componenti e fasi di costruzione

Costruire un inventario delle emissioni secondo gli standard internazionali richiede un percorso strutturato in fasi distinte:

  • definizione dei confini organizzativi e operativi, con l’individuazione delle attività e degli impianti da includere nell’analisi
  • raccolta dei dati di attività relativi a consumi energetici, materie prime, trasporti e rifiuti
  • applicazione di fattori di emissione aggiornati e autorevoli per convertire i dati di attività in tonnellate di CO₂ equivalente
  • classificazione delle emissioni in Scope 1 (dirette), Scope 2 (indirette da energia acquistata) e Scope 3 (altre emissioni indirette lungo la catena del valore)
  • verifica dei risultati, quando richiesta, secondo i criteri della ISO 14064-3:2019

Scope 3, la componente più complessa dell’inventario

Lo Scope 3 rappresenta oggi l’area più complessa e, in molti settori, più significativa in termini quantitativi. Include le emissioni generate da fornitori, trasporti conto terzi, utilizzo dei prodotti venduti e fine vita. Integrare, sin dalla prima rilevazione, anche una stima di questa componente significa costruire un inventario GHG realmente rappresentativo dell’impatto complessivo dell’impresa.

Qualità del dato, dati primari e secondari

La qualità del dato incide direttamente sull’affidabilità del risultato finale. L’utilizzo di dati primari, rilevati direttamente presso i propri impianti e fornitori, garantisce una precisione superiore rispetto ai dati secondari, derivati da database standard. Un inventario costruito prevalentemente su dati secondari resta comunque un punto di partenza legittimo, a condizione che l’impresa pianifichi un percorso di progressivo affinamento.

Carbon footprint, valore strategico per le PMI

Disporre di un dato di carbon footprint solido, misurabile e verificabile consente di trasformare un aspetto tecnico in un elemento di posizionamento competitivo.

Tra i benefici tangibili: accesso a condizioni di credito più favorevoli, mantenimento delle relazioni con clienti industriali che richiedono dati di filiera, riduzione dei costi operativi e maggiore solidità nella risposta a questionari ESG.

Il medesimo dato costituisce inoltre la base informativa necessaria per popolare in modo coerente le sezioni ambientali della rendicontazione di sostenibilità. Non si tratta più solo di un esercizio tecnico, ma di un’informazione gestionale utile per orientare decisioni operative, industriali e commerciali.

Inventario GHG verificabile, l’approccio di IPLUS

In IPLUS affianchiamo le imprese nella costruzione di inventari delle emissioni conformi agli standard ISO 14064 e ISO 14067 e coerenti con il GHG Protocol.

Il nostro approccio collega la misurazione delle emissioni al piano industriale, individuando le aree di intervento prioritarie e le opportunità di riduzione con il miglior rapporto tra impatto e investimento. Il percorso prende avvio da un’analisi preliminare della situazione dell’impresa, propedeutica alla definizione di un piano di misurazione strutturato.

Misurare la carbon footprint oggi rappresenta una scelta non più rinviabile per le imprese che intendono rafforzare il proprio posizionamento su mercati e canali di finanziamento orientati a criteri ESG. Per verificare il livello di maturità della propria organizzazione, è disponibile l’Assessment ESG di IPLUS, un percorso gratuito e online che restituisce un quadro personalizzato degli ambiti di intervento.

Takeaways

  • La misurazione della carbon footprint è diventata una richiesta non più eludibile da parte di banche, investitori e clienti industriali
  • Un approccio strutturato, basato su standard internazionali come ISO 14064 e GHG Protocol, è fondamentale per avere dati confrontabili e verificabili
  • Le emissioni di Scope 3, relative alla catena del valore, sono spesso le più significative e non possono essere trascurate per un inventario completo
  • Avere un dato di carbon footprint solido non è solo un obbligo di conformità, ma un elemento di posizionamento strategico e un vantaggio competitivo

Faqs

Qual è la differenza tra Corporate e Product Carbon Footprint?

La Corporate Carbon Footprint misura le emissioni a livello di intera organizzazione, seguendo la norma ISO 14064-1 e il GHG Protocol. La Product Carbon Footprint si concentra invece sulle emissioni di un singolo prodotto o servizio lungo tutto il suo ciclo di vita, come definito dalla norma ISO 14067.

Perché le emissioni di Scope 3 sono così importanti?

Le emissioni di Scope 3 includono tutte le emissioni indirette che avvengono lungo la catena del valore di un’azienda, come quelle dei fornitori o del trasporto. In molti settori rappresentano la quota più significativa dell’impatto totale e sono quindi essenziali per avere un inventario delle emissioni realmente rappresentativo.

Posso iniziare a misurare la carbon footprint anche se non ho dati precisi?

Sì, è possibile iniziare utilizzando dati secondari, derivati da database e fattori di emissione standard. Questo è considerato un punto di partenza legittimo, a condizione che si pianifichi un percorso per affinare progressivamente la raccolta dati, passando a fonti primarie, più accurate e tracciabili.

Quali sono i vantaggi concreti di un inventario GHG verificabile per una PMI?

Un inventario GHG verificabile consente di accedere a condizioni di credito più favorevoli, mantenere relazioni con clienti industriali esigenti, ridurre i costi operativi e rispondere in modo solido ai questionari ESG. Rappresenta inoltre la base per la rendicontazione di sostenibilità e per decisioni strategiche informate.

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